Idee

La parrocchia può essere un luogo o, meglio, un contesto di preghiera se ci si prende cura di alcune cose: gli orari, gli spazi e il silenzio

Si scaldano i motori per il rinnovo dell'Europarlamento. La campagna elettorale si sta avviando nei 27 Paesi aderenti, benché i temi affrontati da leader e partiti non sempre aiutino il cittadino a comprendere la posta in gioco. In più va considerato il problema della disinformazione, che ha un doppio volto

La Chiesa ha sempre avuto la capacità di rigenerarsi grazie alle crisi più sconvolgenti: auspichiamo che la progressiva (e rapida) estinzione delle prassi di mero mantenimento nelle nostre comunità ci induca a tornare all’essenziale, cioè a rimetterci a camminare, proponendo e cercando percorsi di fede che formino, riconnettendo il vissuto delle persone al Mistero. Saremo di meno, ma i “di più” degli ultimi decenni si sono rivelati un mero errore percettivo, che la durezza del reale sta finalmente facendo svanire in favore di possibilità ancora tutte da esplorare sotto la guida dello Spirito

"In molti compiti le macchine avranno prestazioni superiori alle nostre: già lo fanno negli scacchi, o nella memorizzazione dei numeri di telefono, tra breve lo faranno nella guida delle automobili, e forse un giorno in molti altri compiti che ci stanno a cuore, io penso anche nella scoperta scientifica. Non c'è motivo per aspettarsi che la loro evoluzione si fermerà allo stesso punto in cui ci troviamo noi". Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all'Università di Bath, riflette a partire dal suo ultimo libro

"L'errore è stato ritenere che fosse possibile recuperare la pratica religiosa non attraverso un puntuale lavoro sulle coscienze, ma puntando su un approccio sicuramente attraente ma forse superficiale. La fede non ha bisogno di essere spettacolarizzata ma seguita e alimentata". Luca Diotallevi, docente di sociologia all’Università di Roma Tre, presenta il suo ultimo libro "La Messa è sbiadita"

Dopo la pandemia la sanità italiana manca di slancio e organizzazione. I fondi annunciati dal Governo non tengono conto dell’inflazione e le lunghe liste d’attesa sono sintomo di questo problema: un piano da 600 milioni l’anno assegnati direttamente alle Ulss. E le Regioni?

Blasfema? Anche! Ma più di ogni cosa, banale e scontata, brutta sul piano comunicativo e perdente! Ci verrebbe da dire: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!”. E, invece no! Perché sanno bene ciò che è stato fatto: la riduzione dell'arte e dell'ironia a un uso profano, impoverimento della loro essenza e del loro potenziale significativo. Il risultato? L’opposto dell’obiettivo: arte e ironia private della loro forza innovativa e provocatoria. Ovvero, negazione della publicitas!