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Presentato oggi a Roma il Rapporto Aifa sull'uso degli antibiotici. Nel 2023 aumentato del 5,4%, ma l'utilizzo improprio ed eccessivo favorisce la crescita di batteri resistenti che causano ogni anno circa 12mila morti e costano 2,4 miliardi al Ssn. Il rischio degli antiacidi, il ruolo strategico dei vaccini e l'arrivo di una App per un uso appropriato. Stop al "fai da te" ma, avverte il presidente Nisticò, "occorre incentivare la ricerca di nuovi farmaci antimicrobici capaci di aggirare le attuali resistenze”

In uno dei cimiteri di Kharkiv, nelle foto sono ritratti i volti di ragazzi e ragazze, tutti in divisa, spesso appena ventenni. Sono una moltitudine. Non si sa esattamente quanti siano i caduti ucraini morti sul fronte. Il vescovo greco-cattolico Tuchapets: “Spesso le persone mi chiedono: ma quando finirà la guerra? La gente è stanca, vuole tornare a vivere una vita serena ma fin quando un nemico ci aggredisce, non è possibile pensare alla pace. Possiamo solo pregare e sperare in Dio”

Quando parliamo di “nuovo nucleare” ci riferiamo principalmente a due gruppi di tecnologie: i reattori di terza generazione avanzata (o III+), che sono una diretta evoluzione dei reattori attualmente in funzione, e i reattori di quarta generazione, che rappresentano un salto tecnologico più radicale, ancora in fase di sviluppo

Il summit di domenica 2 marzo a Londra si può considerare una tappa - non proprio riuscita - verso il Consiglio europeo del 6 marzo a Bruxelles, in cui l'Ue dovrebbe decidere una strategia sulla difesa (e un sostegno unitario all'Ucraina). Nella capitale inglese si sono sentite voci dissonanti, ma soprattutto è mancato un forte e deciso richiamo alla pace. Una “pace equa e duratura” per l’Ucraina e per l'Europa nel suo insieme

All’indomani del vertice a Washington tra il presidente ucraino Zelensky e il presidente Usa Trump, parla il nunzio apostolico a Kyiv, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas: “Ogni giorno in più di guerra significa distruzione, centinaia e centinaia di morti, senza parlare delle tantissime altre conseguenze molto negative sulla popolazione. La mia grande speranza è che quando vediamo che proprio nulla sembri portare alla pace, questo spinga le persone che hanno in mano gli strumenti, a fare qualcosa, a capire che così non può funzionare”.

Mentre si sentono esplosioni a distanza, Irina, Diana, Ksenia e Tamara raccontano come si vive a Kharkiv, la città che si trova nell’estremo est del Paese in una delle regioni dell’Ucraina più vicina ai luoghi del fronte. Dove si combatte. Di notte e di giorno. “E’ diventato tutto più complicato”, dicono. E’ difficile muoversi, a causa degli allarmi. Difficile uscire di casa, andare a fare spese nei negozi. Finirà presto la guerra? “Purtroppo non credo”, risponde Tamara. “Temo che sarà ancora lunga. Ma siamo un popolo coraggioso. Resisteremo”.