Si è conclusa con un rinvio dell’interruzione dei trattamenti che tengono in vita Alfie Evans e con la concessione della cittadinanza italiana da parte della Farnesina una giornata iniziata nel peggiore dei modi, con la Corte europea dei diritti umani che aveva rigettato in mattinata il ricorso presentato dai genitori dichiarandolo inammissibile.
Fatti
“Fuori dalla società della crescita? Un’analisi etico-sociale e una valutazione delle strategie di post-crescita”: si intitola così il documento di 94 pagine preparato da quindici esperti incaricati dalla Conferenza episcopale tedesca e presentato oggi a Monaco di Baviera. Cambio di parametri per un'economia sostenibile e una società più giusta
Usa: gli studenti lasciano le classi per protestare contro la mancata riforma della legge sulle armi
In tutti gli Stati Uniti, alle 10 del mattino ora locale, gli studenti di circa 2.500 istituti hanno lasciato le loro classi per partecipare al National School Walkout, incuranti delle sanzioni dei presidi, delle assenze, delle note di demerito che si ritroveranno nel curriculum
Con una dichiarazione congiunta, inviata al Sir, le Comunità religiose in Albania - cattolica, ortodossa, musulmana, evangelica, bektashi - si esprimono a favore dell'ingresso del Paese nella comunità europea. Appello ai governanti e al popolo per le riforme necessarie, con un'attenzione speciale per famiglie, giovani, poveri. "Noi siamo parte dell'Europa"
La presidente del Senato è salita al Quirinale per riferire al Capo dello Stato i risultati del suo mandato esplorativo. La situazione non si è sbloccata e bisognerà attendere le prossime determinazioni del presidente della Repubblica.
Calano del 4% le esecuzioni nel mondo, mentre le condanne a morte scendono da 3.117 nel 2016 a 2.591 nel 2017. Il decremento più significativo è in Africa, con la Guinea che diventa il 20° Stato abolizionista per tutti i reati nell'area sub-sahariana. Più della metà dei Paesi del mondo è abolizionista ma restano sulla lista nera con il più alto numero di condanne ed esecuzioni: Cina, Iran, Iraq, Arabia Saudita, Pakistan. Sono i dati del rapporto annuale di Amnesty international sulla pena di morte
Quattro le questioni prioritarie individuate: la partecipazione degli sfollati interni alle decisioni che li riguardano, l’implementazione di leggi e politiche nazionali in materia di dislocamento interno, l’ampliamento del numero di Stati con capacità di accoglienza, la ricerca di dati e analisi dettagliate sulla condizione degli sfollati e sulle cause strutturali della fuga
La sessione plenaria del Parlamento di Strasburgo mette il sigillo su una serie di norme studiate per favorire il riciclo della spazzatura e degli imballaggi e scoraggiarne il conferimento a discariche e inceneritori. Misure virtuose che necessitano però dell'impegno concreto di cittadini, enti locali, imprese e Stati membri
“I Paesi che aderiscono alle Nazioni Unite, e in particolare i membri del Consiglio di sicurezza, ricordino i loro doveri verso la famiglia delle nazioni. Li imploriamo, nel nome di Dio, di superare i loro disaccordi e di lavorare insieme per la pace nel mondo". L'appello di pace del Patriarcato di Mosca e sostenuto da un gruppo di Patriarchi delle Chiese ortodosse del Medio Oriente.
Si tratta di un'opzione che trova ampi riscontri nella prassi costituzionale (è il settimo mandato esplorativo della storia della Repubblica) e che si caratterizza per il ruolo sostanzialmente ausiliario che l'incaricato è chiamato a svolgere rispetto al Capo dello Stato.
Il procuratore capo di Vicenza Antonino Cappelleri ha convocato le Mamme no Pfas e ha anticipato l'apertura di un fascicolo per disastro ambientale a carico dell'azienda di Trissino ritenuta responsabile della contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche che ha colpito la seconda falda acquifera d'Europa
Il presidente francese interviene al Parlamento Ue rinnovando la fede europeista con la quale lo scorso anno aveva vinto le elezioni nel suo Paese. Un vocabolario che comprende democrazia, uguaglianza, verità. Poi il decalogo di proposte per rilanciare la "casa comune". Il nodo della crisi siriana
“Non possiamo accettare che a cento anni dalla fine della Grande Guerra si torni a legittimare l’uso delle armi chimiche, non lo possiamo accettare”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo alla Camera sulla crisi siriana dopo l’intervento militare di Usa, Gb e Francia.
Ci vorrebbe una forte spinta – condivisa da tutti nel mondo – per rafforzare le istituzioni dell’Onu e farne veramente un centro di potere sovranazionale. Un obiettivo difficile da progettare, se non utopistico. Per di più adesso va di moda il “sovranismo” e non è nemmeno il caso di parlarne.
“Stanno impedendo alla Siria di rinascere. Una cosa tremenda. Siamo addolorati e preoccupati. La popolazione soffre e non sa più cosa attendersi, vive sotto la costante paura di nuovi attacchi e di altre bombe. Quanto accade va oltre ogni ragione e sentimento umano”.