Curia e Seminario, cantieri al via. Il punto di vescovo e vicari con le comunità sui lavori nel Palazzo vescovile e nella chiesa del Seminario
Vescovo e vicari hanno fatto il punto con le comunità sui lavori in partenza nel Palazzo vescovile e nella chiesa di Santa Maria in Vanzo presso il Seminario. Tutti gli uffici e i servizi presenti in Casa Pio X si trasferiranno nel Palazzo vescovile e la casa verrà messa a reddito in locazione. Biblioteca capitolare e Archivio diocesano saranno accolti dalla chiesa del Seminario

Il grande cantiere ecclesiale dell’attuazione del Sinodo diocesano procede sulla definizione delle collaborazioni pastorali e dell’introduzione dei ministeri battesimali nelle comunità cristiane padovane. Ma a un anno dalla chiusura del cammino triennale che ha coinvolto le parrocchie, la commissione e poi l’assemblea sinodale, oggi è il momento di aprire i battenti di altri cantieri, quelli edilizi, che il vescovo Claudio aveva già annunciato nella sua lettera post-sinodale Ripartiamo da Cana. Di queste operazioni imminenti che riguardano importanti strutture diocesani si è parlato nei giorni scorsi in tre incontri (a Monselice, Fellette e all’Opsa di Sarmeola di Rubano) a cui il vescovo e il Consiglio episcopale hanno invitato parroci, vicepresidenti dei consigli pastorali parrocchiali e vicepresidenti dei consigli parrocchiali per la gestione economica, insieme ai responsabili degli uffici e dei servizi di curia coinvolti. Una scelta di trasparenza per illustrare un quadro complesso, già noto per sommi capi alla comunità diocesana, che nei prossimi mesi e anni cambierà la geografia della curia, oltre che di alcuni enti che fanno capo alla Diocesi di Padova.
La riorganizzazione della Curia e il futuro di Casa Pio X
Nelle prossime settimane, apriranno i cantieri che muteranno il volto della curia per come è stata organizzata fino a questo momento. I lavori interesseranno i piani terra e primo di via Dietro Duomo e alcuni locali del Palazzo vescovile ora in disuso destinati ad accogliere tutti gli uffici e i servizi, compresi quelli che oggi hanno sede in Casa Pio X. Nei prossimi mesi si sposteranno dunque gli uffici per l’Educazione e la scuola, di Pastorale sociale e del lavoro, di Pastorale dei giovani, di Pastorale della famiglia, di Pastorale vocazionale e delle Cause dei santi. Nuove sedi ci saranno anche per il Tribunale ecclesiastico e per il comparto comunicativo della Diocesi, di cui sono parte l’Ufficio comunicazioni sociali, La Difesa del popolo ed Euganea editoriale e comunicazioni. La nuova collocazione favorirà la riorganizzazione del complesso dei servizi diocesani, utilizzando ambienti oggi abbandonati, e si auspica possa favorire una pastorale unitaria e integrata grazie a una maggiore interazione tra uffici, una fruizione più funzionale dei servizi diocesani e, sul fronte della gestione, l’abbattimento dei costi fissi. Si è aperta così la possibilità di mettere a reddito Casa Pio X, che in gran parte verrà data in locazione a un importante studio professionale, mentre il secondo piano dell’ala di via Bonporti sarà affittato dall’Orchestra di Padova e del Veneto, in vista della nascita del nuovo auditorium nell’ex Multisala Pio X, ceduto al Comune di Padova a dicembre 2024. Lascerà la casa anche l’Azione cattolica diocesana, che si trasferirà nei locali del Centro studi Filippo Franceschi di via del Seminario, nel perimetro dell’Istituto Barbarigo. Allo stesso modo si trasferiranno i presbiteri che oggi vivono al quarto piano di via del Vescovado 29, la comunità rimarrà unita e troverà nuova casa un una canonica cittadina già individuata. «Siamo consapevoli che Casa Pio X costituisce una struttura significativa per la storia delle nostra Diocesi – ha detto negli incontri sul territorio il vicario generale don Giuliano Zatti, comunicando un testo firmato dal vescovo e dagli altri vicari episcopali – e che la scelta di metterla in locazione può provocare dispiacere in molti evidentemente non è stata presa a cuor leggero e a motivarla sono state una concreta esigenza di risparmio e una prudente valutazione del futuro che dovrà fare i conti con una notevole progressiva riduzione dei fondi dell’8 per mille, che preconizzato da tempo dalla Cei».
Biblioteca capitolare e Archivio storico diocesano nella Chiesa del Seminario
I locali del Palazzo vescovile dove troveranno posto alcuni degli uffici in trasferimento da Casa Pio X fino a cinque anni fa ospitavano la Biblioteca capitolare e l’Archivio storico diocesano. I lavori necessari per riposizionare l’immenso patrimonio librario e documentale avrebbero richiesto un ben più ingente sforzo economico per rafforzare i solai e realizzare sofisticati impianti antincendio, con il rischio che, per dimensioni e capienza, gli spazi non sarebbero stati sufficienti ad accogliere nuovi documenti in futuro. Da qui la decisione di disporre di questi spazi per riunificare la curia trasferendo biblioteca e archivio nella chiesa di Santa Maria in Vanzo – così si chiama la chiesa del Seminario – dopo le verifiche del caso. «Siamo consapevoli di cosa rappresenti la chiesa del seminario per il presbiterio diocesano – ha detto ancora don Zatti – Ogni decisione provoca delle rinunce e, valutando i pro e i contro, si è arrivati alla conclusione che la trasformazione di questo spazio da luogo celebrativo a biblioteca è probabilmente l’unico modo per continuare a tenerla aperta e ad utilizzarla in modo consono e rispettoso della storia». Questa scelta avrà il pregio di mettere la Capitolare in connessione con l’altra biblioteca di valore inestimabile, quella Antica del Seminario, in un’ottica di rilancio che comprende anche l’antica tipografia e stamperia e il pregevole Gabinetto di fisica. Nei mesi scorsi, l’Ufficio beni culturali ha dato vita a un concorso di idee e, tra i progetti pervenuti, la Commissione diocesana di arte sacra, integrata da autorevoli presenze, ha scelto la proposta dell’architetto milanese Michele De Lucchi, che darà vita a un’ardita “architettura nell’architettura” centrale, costruita attorno al simbolo della “scala del sapere” dove i volumi saranno conservati alle condizioni di temperatura e umidità necessarie, e potranno essere consultati da studiosi e visitatori.
I proventi e le spese
L’economo diocesano, Giovanni Bottecchia, ha spiegato che l’intervento di riorganizzazione della curia sarà coperto con parte degli accantonamenti derivanti dalle plusvalenze realizzate vendendo alcuni immobili negli ultimi anni. Per quanto riguarda i lavori sulla chiesa e la biblioteca del Seminario, l’importo previsto raggiunge i 6,5 milioni di euro: il Ministero della cultura ha destinato al progetto 1 milione di euro dei fondi del Pnrr (il che impone l’esecuzione delle opere e la rendicontazione entro giugno 2026), verranno destinati a questa operazione anche gran parte dei proventi derivanti dalla vendita del Multisala Mpx, e si spera di recuperare ulteriori risorse attraverso bandi promossi dagli enti del territorio e dalla generosità di privati.
Il Seminario si sposta all’Opsa per tre anni
Nei prossimi mesi, anche il Seminario maggiore verrà chiuso per procedere ai lavori di cui da tempo necessita la grande struttura fondata da san Gregorio Barbarigo, visti anche i recenti distacchi lapidei. I seminaristi e gli educatori si trasferiranno quindi presso un padiglione dell’Opsa di Sarmeola di Rubano in attesa di tornare in via del Seminario, la previsione è di una permanenza lunga tre anni. Dovranno trovare una nuova residenza anche i presbiteri, per lo più docenti della Fttr, che da decenni vivono in Seminario, si conclude così un’esperienza comunitaria in atto dal 17° secolo. «Questo è motivo di ulteriore dispiacere – ha detto il vicario generale – sia per le persone coinvolte, molte delle quali anziane, sia per l’apporto che il gruppo dei preti del Seminario ha dato alla vita pastorale e culturale della nostra Chiesa locale».