Comunità etniche cattoliche il 30 marzo alle Sette Chiese di Monselice. «Ci ritroveremo a pregare e a chiedere il dono della pace»
Comunità etniche cattoliche Le undici presenti in Diocesi di Padova andranno in pellegrinaggio, il 30 marzo, alle Sette Chiese di Monselice

Anche le comunità etniche cattoliche presenti nella Diocesi di Padova, festeggeranno il loro Giubileo. Sarà il 30 marzo a Monselice dove c’è il santuario delle Sette Chiese (chiamato la Piccola Roma in quanto vuole richiamare le sette chiese di Roma), che ha la prerogativa di santuario giubilare. «Abbiamo pensato di celebrare il nostro Giubileo in questo luogo – spiega don Gianromano Gnesotto, responsabile dell’ufficio diocesano di Pastorale dei migranti/Migrantes – dove vivremo una giornata di devozione e fraternità. Sarà una bella occasione per ritrovarci insieme, considerando che durante l’anno ogni comunità si organizza in autonomia celebrando in diverse chiese della Diocesi. Per noi sarà il mondo che si radunerà in qualche modo a Monselice quel giorno, rappresentato dalle undici comunità, un bel segno di tante provenienze che si incontreranno per pregare e chiedere il dono della pace. Saranno presenti la comunità ucraina e dell’Africa centrale, dove ci sono dei conflitti; quella Filippina dove sono presenti delle tensioni con la parte musulmana e altre realtà che stanno soffrendo per la guerra. Faremo il nostro pellegrinaggio giubilare anche per ricevere l’indulgenza plenaria». La giornata sarà scandita da momenti di preghiera; per l’occasione verrà usato un testo che è stato preparato per l’anno giubilare dalla comunità di Monselice, tradotto dalla Migrantes in quattro lingue (inglese, francese, rumeno e polacco). La partenza sarà dal Duomo e si salirà il colle delle Sette chiese, dove si pregherà con diverse intenzioni in ogni tappa. Si arriverà alla chiesa di San Giorgio, dove ci sarà la possibilità di vivere il sacramento della penitenza, come nelle tappe precedenti. Scendendo ci si fermerà alla Pieve di Santa Giustina, il Duomo vecchio, dove alle 11 verrà celebrata la messa “internazionale”. Ricevendo la comunione, recitando il Credo, pregando secondo le intenzioni del papa e facendo «opere di misericordia e di penitenza, con le quali si testimonia la conversione intrapresa», verranno adempiute le condizioni per ricevere l’indulgenza plenaria. Ci sarà anche un momento di convivialità dopo pranzo, con canti e balli dalle diverse parti del mondo. L’invito a questo Giubileo è stato rivolto a tutte le Migrantes del Triveneto. Attualmente nella Diocesi patavina sono presenti undici comunità etniche cattoliche, seguite pastoralmente ognuna da un cappellano della stessa provenienza e cultura; sono le comunità cinese, srilankese, filippina, africana francofona e anglofona, indiana, polacca, romena di rito latino e di rito bizantino, ispano-americana e ucraina. Il 30 marzo ci sarà anche quella indiana. Ne fa parte Ansamma John Kochukattoor, medico pediatra, in Italia da più di quarant’anni e vicepresidente del consiglio pastorale Migrantes. Con la sua comunità si ritrova presso la parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino alla Guizza. Normalmente celebrano la messa la terza domenica del mese con, a seguire, un momento di formazione e di convivialità. Per il medico, la giornata del 30 sarà «un momento importante per vivere il nostro Giubileo con le altre comunità; siamo felici di incontrarci e pregare insieme nello spirito del pellegrinaggio. Ci stiamo preparando per vivere al meglio quell’appuntamento». A livello nazionale il Giubileo dei migranti sarà il 5 e 6 ottobre.