Assemblea sinodale: messaggio al Papa, “palestra di sinodalità e tappa del cammino pluriennale”
“Un’ulteriore tappa del cammino pluriennale, che ci ha visti procedere insieme nell’ascolto reciproco, nel discernimento delle realtà emerse e nell’elaborazione di scelte condivise che rilancino le nostre comunità in un’ottica davvero missionaria”.

È quanto si legge nel messaggio indirizzato al Papa dai mille partecipanti alla seconda Assemblea sinodale delle Chiese che sono in Italia, che si conclude oggi in Aula Paolo VI. “La sua vicinanza e il suo sostegno ci confermano e ci rafforzano”, scrivono i delegati al Santo Padre, che sta trascorrendo la convalescenza a Santa Marta: “Continuiamo a camminare con quella gioia nel cuore di cui parlava la Prima Lettera di Giovanni, una gioia che vuole essere piena, a disposizione di tutti e frutto di una vita vissuta alla luce del Vangelo”. “Abbiamo vissuto giorni di discussione aperta e di studio approfondito delle Proposizioni, elaborate nel corso degli ultimi mesi: si tratta del risultato del lavoro delle diocesi italiane, che si sono messe in gioco per rinnovarsi”, si legge ancora nel messaggio. “Oggi possiamo dire che già questo processo è stato una palestra di sinodalità, che ci ha insegnato uno stile da mantenere anche in futuro. Abbiamo assunto decisioni importanti, che sono emerse dall’ascolto obbediente dello Spirito e dal dialogo franco tra di noi”. “La Chiesa non è un parlamento, ma una comunità di fratelli riuniti nell’unica fede nel Signore, crocifisso e risorto: ciascuno ha portato e ha proposto quindi il suo bagaglio di fede, speranza e carità”, prosegue il messaggio, in cui si rende noto che “le riflessioni che sono scaturite confluiranno nel testo che verrà votato il 25 ottobre in occasione della prossima Assemblea sinodale. Pensiamo che questo dinamismo rappresenti pienamente la sinodalità, in quanto vede tutti i ministeri ecclesiali procedere insieme, ciascuno con le proprie competenze e in armonia. Gioia e responsabilità sono i due sentimenti che ci hanno animato e che Le consegniamo, Santità, con la fiducia e l’affetto dei figli”.