Papa al Gemelli: il decorso della prima settimana
Da “condizioni discrete” a “lieve miglioramento”, passando per “condizioni stazionarie”.
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Da infezione delle vie respiratorie a polmonite bilaterale, passando per infezione polimicrobica. Si possono sintetizzare così le diagnosi finora registrate sulla salute del Papa, ricoverato al decimo piano del Policlinico Gemelli da una settimana. Il primo bollettino medico, risalente al 14 febbraio, giorno del ricovero, riportava “condizioni discrete” con “lieve alterazione febbrile”. Sabato 15 la diagnosi era di infezione alle vie respiratorie, con “alcuni valori in miglioramento” e la prescrizione di “riposo assoluto”. Domenica 16 le condizioni di salute del Santo Padre venivano definite “stazionarie”, mentre il giorno successivo, lunedì 17, la diagnosi cambiava in “infezione polimicrobica delle vie respiratorie” e, per la prima volta, nel primo bollettino della giornata si certificava un “quadro clinico complesso” che “richiederà una degenza ospedaliera adeguata”. Il secondo bollettino medico della serata confermava “condizioni cliniche stazionarie”, precisando che il Santo Padre era apiretico. Ancora “quadro clinico complesso” per martedì 18, giorno in cui la diagnosi è cambiata nuovamente: “polmonite bilaterale”, che ha richiesto il terzo cambio di terapia in cinque giorni. Mercoledì 19, di nuovo “condizioni stazionarie”, ma con un “lieve miglioramento” degli esami del sangue. Anche oggi il Papa continua ad essere autoventilato e apiretico, con parametri emodinamici stabili. Stamattina si è alzato, ha fatto colazione in poltrona e ha proseguito le sue attività lavorative, ricevendo soltanto i suoi collaboratori più stretti. L’unica visita resa nota finora è stata quella della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che il 19 febbraio lo ha definito “vigile e reattivo”, mantenendo il suo proverbiale umorismo. “In lieve miglioramento” anche giovedì 20 febbraio le condizioni cliniche del Santo Padre. In linea con la sua salute, l’Angelus di domenica 16 è stato annullato, ma Francesco ha scelto comunque di inviare il testo scritto preparato per l’occasione. Ancora non sono state definite le modalità dell’Angelus di domenica prossima.