Il Santuario della Madonna del Silenzio in preghiera per Francesco. Fra Antenucci: “Niente clamore, solo fede”
Fra Emiliano Antenucci, dal santuario della Vergine del Silenzio, ad Avezzano, molto caro a Papa Francesco, invita al raccoglimento e alla preghiera per il Pontefice, ricoverato al Gemelli: “Il silenzio è il linguaggio del rispetto e dell’amore. Il Papa è un amico, gli voglio bene. Tanti pellegrini vengono al Santuario a pregare per lui”
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“Il silenzio è il linguaggio del rispetto davanti al dolore. In questi giorni si è detto e scritto di tutto sulla salute del Papa, ma davanti alla sofferenza la risposta più autentica è il raccoglimento e la preghiera”. Fra Emiliano Antenucci, rettore del Santuario della Madonna del Silenzio ad Avezzano, racconta come il Santuario sia diventato in questi giorni un luogo di preghiera per Papa Francesco, al quale lo lega un rapporto profondo e personale. Il Pontefice, infatti, ha voluto diffondere la devozione alla Madonna del Silenzio e ha sostenuto la nascita del Santuario in Abruzzo: “Molti pellegrini vengono qui a pregare per lui, alcune persone piangono, altre restano in raccoglimento. È il Papa del popolo, e il popolo lo ama. Io stesso in queste notti non ho dormito: oltre a essere il Papa, Francesco è un mio amico, gli voglio davvero bene”.
In un momento così delicato per la salute del Papa, lei sottolinea l’importanza del silenzio. Perché lo considera la risposta più autentica davanti alla sofferenza? E in che modo si lega alla devozione per la Madonna del Silenzio?
La Madonna del Silenzio è oggi una profezia in un mondo pieno di rumore e di fake news, persino a livello ecclesiale. Non a caso, è una delle devozioni personali di Papa Francesco, che ha voluto collocare la sua immagine in Vaticano, proprio per contrastare le chiacchiere inutili. In questi giorni così delicati per la sua salute, molte persone stanno pregando per lui, ma c’è anche tanto clamore. Per questo, credo che il silenzio sia necessario. Ne hanno dette di tutti i colori in questi giorni, uno spettacolo indegno.
Invito tutti a tacere, perché il silenzio è il linguaggio del rispetto davanti al dolore di una persona.
Questo vale non solo per il Papa, ma per chiunque sia nella sofferenza. Io stesso ho vissuto il terremoto in Abruzzo e ho imparato che il silenzio è l’atteggiamento giusto davanti a certe tragedie. Quando ero a Onna, per mesi ho fatto silenzio: non ho cercato spiegazioni, non ho giustificato Dio, non ho fatto apologie. Ho semplicemente rispettato il dolore.
È questo anche l’atteggiamento del Papa?
Francesco mi ha sempre colpito per il suo approccio verso la sofferenza. Quando andava a trovare i malati oncologici al Bambino Gesù, spesso non parlava. Piangeva, pregava in silenzio, ascoltava. Anche oggi, penso che molti nella Chiesa dovrebbero evitare interviste e polemiche e semplicemente fare silenzio e pregare. Questo è l’atteggiamento del nostro Santuario.
Il silenzio è solo preghiera o ha un significato più profondo?
Il silenzio interiore è la forma più difficile di silenzio, perché è legato alla meditazione. Dio si ascolta nel silenzio. Madre Teresa diceva: “Il silenzio è Dio che parla dentro di te”. Se parliamo sempre noi, dobbiamo dare un’aspirina a Dio per il mal di testa! A un certo punto, dobbiamo fermarci e lasciare che sia Lui a parlare. Poi c’è la preghiera, che diventa un’intercessione.
Personalmente, ho chiesto alla Madonna del Silenzio una potente intercessione per Papa Francesco, perché credo che solo la preghiera possa sostenerlo in questo momento difficile.
Papa Francesco ha un legame speciale con la Madonna del Silenzio. Che significato ha per lui questa devozione?
È una delle sue devozioni personali. Ha voluto collocare l’immagine della Madonna del Silenzio sia nel Palazzo Apostolico, sia sulla sua scrivania personale. Inoltre, ha chiesto che fosse dedicato un Santuario a questa devozione e così è nato il primo Santuario della Madonna del Silenzio in Abruzzo.
Papa Francesco crede che il silenzio generi parole vere. Se non c’è silenzio, c’è solo rumore.
Nel nostro Santuario, il silenzio è visto come fonte di ispirazione per poeti, musicisti e artisti, perché solo chi sa fare silenzio può generare parole di verità e speranza. Come la musica: senza pause, non è armonia, ma solo caos.
In questi giorni molte persone si stringono attorno al Papa con la preghiera. Anche nel suo Santuario avverte una partecipazione particolare?
Tanti pellegrini giungono al Santuario a pregare per il Papa. Alcuni piangono, altri rimangono in raccoglimento. Francesco è un Papa amato dalla gente, è il Papa del popolo. Paradossalmente, a volte è meno amato in certi ambienti ecclesiali, ma fuori è amatissimo. Lo vedo con i miei occhi: chi viene al Santuario non si limita a un gesto di commozione, ma porta una preghiera intensa, sincera. È una partecipazione profonda e autentica.
Come sta vivendo personalmente questo tempo?
Io non ho dormito in queste notti. Il Papa, oltre a essere il Santo Padre, è un mio amico. Ho pianto molto, sono andato davanti alla Madonna del Silenzio e le ho chiesto di aiutarlo. Gli voglio davvero bene. Ha fatto tanto per me e per il Santuario. C’è un legame forte tra noi, personale e spirituale. È un uomo straordinario.