Caporalato in Veneto: la Regione fa il punto, il Consiglio approva all’unanimità la relazione della Quarta Commissione

Il Consiglio regionale del Veneto ha preso atto, con voto unanime, della relazione sul fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo, frutto di un’indagine durata diversi mesi, con undici audizioni tra luglio 2024 e febbraio 2025.

Caporalato in Veneto: la Regione fa il punto, il Consiglio approva all’unanimità la relazione della Quarta Commissione

Dalla relazione emerge come il caporalato, anche in Veneto, sia presente in diversi settori produttivi: agricoltura (41,5% dei casi rilevati), edilizia (14,5%), logistica e tessile (11,5% ciascuno), turismo e servizi alla persona. Un problema complesso, alimentato da fattori strutturali: richiesta di manodopera a basso costo, frammentazione delle filiere attraverso subappalti, difficoltà nei flussi regolari di ingresso dei lavoratori stranieri.

Le vittime sono perlopiù uomini giovani, stranieri, provenienti da 53 Paesi, spesso regolarmente presenti in Italia ma vulnerabili per debiti, barriere linguistiche, dipendenza dai caporali per bisogni essenziali come alloggio e trasporti.

La Regione Veneto ha già promosso azioni concrete di contrasto, come i progetti NAVIGARe e Common Ground, che hanno raggiunto oltre 4.400 potenziali vittime e attivato servizi per 1.309 persone. Importante anche il ruolo dei protocolli d’intesa in agricoltura, logistica, sicurezza e appalti, e la gestione del Numero Verde Nazionale Antitratta.

Nella relazione vengono raccolte numerose proposte operative. A livello regionale: rafforzare il monitoraggio integrando le banche dati esistenti, istituire una cabina di regia, stabilizzare i progetti, creare un fondo di solidarietà per le vittime e affrontare concretamente i problemi di alloggio e trasporto. A livello nazionale si auspica una riforma dei flussi migratori, più ispettori del lavoro e una revisione della normativa sugli appalti.

Il documento sottolinea l’importanza di un approccio integrato che unisca prevenzione, repressione e protezione, mettendo in rete le competenze di tutti i soggetti coinvolti per contrastare in modo efficace il fenomeno.

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